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LA RICERCA DELLA FELICITÀ

Il tema della felicità è tra quelli che più ci accomunano come esseri umani. Tutti desideriamo raggiungere la felicità! La maggior parte delle persone la sogna ma, paradossalmente, non pensa mai ad essa e non la sa definire. Cosa è dunque la felicità? E come si può raggiungere?

Possiamo definire la felicità come uno stato mentale, un’esperienza di cui siamo consapevoli. Spesso essa accompagna i nostri ricordi, idee e pensieri. La felicità ha a che fare con un sentimento positivo di benessere e contentezza. Essa può essere osservata da due angolature differenti: felicità come umore, quindi un’emozione piacevole di breve durata in quanto provata in uno specifico momento, e felicità come sentimento generale, ovvero una valutazione circa la propria vita nella sua globalità. La differenza tra queste due prospettive può essere sintetizzata in due distinte espressioni “Io sono di umore felice” e “Io sono una persona felice”.

Perché è così difficile essere persone felici? Lo studioso Fordyce risponde a codesto quesito affermando che in realtà il problema consiste proprio nel non sapere cosa realmente sia la felicità, a volte non la si apprezza abbastanza e, di conseguenza, si fatica a capire come raggiungerla.

Soprattutto nella odierna società occidentale, in molti si percepiscono come insoddisfatti e sono guidati da emozioni negative che non fanno altro che incidere sulla propria autostima e sul senso di autoefficacia, rinforzando, conseguentemente, il senso di insoddisfazione.

Dovresti sapere che la salute mentale non è semplicemente assenza di malattia, in quanto sentirsi bene implica necessariamente ricercare, migliorare e coltivare il proprio benessere. Vediamo insieme qualche aspetto che, a tal proposito, potrebbe esserti di aiuto.

La felicità non è una meta, ma un processo che si costruisce nel tempo e si modifica, nel corso della nostra esistenza, in funzione ad eventi ed esperienze ed è connessa, inoltre, ai nostri valori e agli aspetti della nostra identità personale. Può sembrare una ovvietà, ma non esiste un significato univoco di questo termine poiché, seppure il desiderio di raggiungere la felicità è condiviso da tutti gli individui, esso può declinarsi in una moltitudine di sfumature dal carattere personale. Tuttavia, le ricerche del settore (Fordyce, 1972; 2000; Khneman, Diener e Schwarz, 1999; Kubovy, 1999; Kahneman e Riis, 2005) hanno evidenziato degli specifici aspetti legati alla felicità a cui possiamo prestare attenzione per incrementare la nostra gratificazione ed il nostro benessere.

La psicologia positiva, una branca recente della psicologia, ha identificato due prospettive connesse alla felicità: la prospettiva edonica e la prospettiva eudemonica.

La prima evidenzia come la felicità sia strettamente legata al piacere che percepiamo nello svolgere attività che ci gratificano e ci fanno sentire soddisfatti. Ad esempio, diversi studi (M. Csikszentmihalyi, 1975, 2000; 1990) hanno identificato un tipo di esperienza, denominata “flow experience”, la quale si verifica ogni qual volta ci immergiamo in un’attività tanto da esserne profondamente assorti, perdendo persino la cognizione del tempo. Tale fenomeno si è rivelato essere connesso al benessere soggettivo in quanto alimenta le nostre passioni e interessi, motivandoci a coltivarli.

La prospettiva eudemonica, invece, compie un passo in più, evidenziando come la felicità non sia circoscritta solo entro un’emozione intensa ma sfuggente, bensì possa diventare un tratto permanente nella nostra vita. Essa, infatti, è legata non solo alle esperienze gratificanti, ma alla capacità di perseguire obiettivi complessi e significativi per la persona. Ognuno di noi, infatti, è portatore di risorse che, mobilitate e direzionate correttamente, hanno il potere di aiutarci a realizzare i nostri desideri, facendoci così sentire più competenti e alimentando la nostra autostima.

Fordyce, studioso di questa tematica, ha intercettato 14 elementi (denominati “fondamentali”) che sono risultati essere fortemente connessi alla felicità. Tra questi troviamo l’ottimismo. E’ stato infatti dimostrato che allenare la capacità di sviluppare pensieri ottimistici e positivi incrementa il benessere psicofisico della persona, apportando benefici sulla sfera emotiva, potenziando ed esempio la capacità di resilienza, e su quella fisica, fortificando le difese immunitarie e limitando la produzione di cortisolo (l’ormone dello stress). Anche l’abilità di concentrarsi sul momento presente arreca innumerevoli benefici in quanto ci rende più consapevoli di ciò che viviamo nel qui ed ora, liberandoci dalle catene che possono tenerci legati al passato o proiettarci in modo eccessivo verso il futuro. Anche la capacità di ridimensionare le proprie preoccupazioni, aspettative e aspirazioni è considerata tra gli elementi fondamentali per la felicità.

Anche le competenze sociali rappresentano un’ulteriore condizione connessa al benessere, in quanto mantenere sane relazioni interpersonali ci permette non solo di gestire al meglio i rapporti con gli altri, ma anche di sentirci parte di una comunità, coltivando la consapevolezza che il proprio contributo è importante al fine di raggiungere e mantenere un benessere comune.

A tal proposito, la psicologia ha evidenziato l’importanza di investire le proprie energie in emozioni positive, dimostrando come queste ultime abbiano un ruolo significativo nella nostra vita. Esse, infatti, facilitano la mobilitazione delle risorse personali, la pianificazione di obiettivi e l’investimento di energie per perseguirli, oltre a promuovere la creatività e il comportamento prosociale e di aiuto. Anche l’autonomia, la padronanza dell’ambiente e l’accettazione di sé risultano essere degli ingredienti necessari per sentirsi più felici e appagati in quanto fanno parte dei motori della crescita personale.

E’ possibile acquisire e incrementare tutte queste abilità anche attraverso programmi e training specifici che sono stati implementati da psicologi. Ricordati sempre che siamo architetti delle nostre emozioni! La felicità può essere appresa e diventare una condizione duratura.

Non risulta sempre così semplice e immediato, tuttavia, accettarsi e sentirsi padroni della propria vita, per questo ritengo sia importante sottolineare che ogni persona è differente e possiede una storia unica ed irripetibile. Per tanto, il percorso di crescita personale deve essere calibrato sui bisogni, caratteristiche e risorse della persona.

La felicità è un’opera d’arte, trattatela con cura” – E. Wharton

Dott.ssa Sara Bondioli


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