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LA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA: COME IL PENSIERO CI CAMBIA LA VITA

E’ il passato o il futuro a determinare il nostro presente?

Nella psicologia, il tema del passato viene spesso trattato in quanto ritenuto in gran parte responsabile dei problemi che attualmente viviamo. Certamente, la nostra storia di vita passata assume un ruolo rilevante nel determinare chi siamo oggi e da essa possiamo sempre imparare qualcosa, tuttavia è importante evidenziare che non possiamo cambiare il passato, ma abbiamo il potere di influenzare il nostro presente ed il nostro futuro. La nostra mente può rivelarsi una grande alleata in questo compito.

James Allen scriveva: “oggi sei dove i tuoi pensieri ti hanno portato, domani sarai dove i tuoi pensieri ti porteranno”.

Cosa significa?

Significa, fondamentalmente, che tu hai il potere di influenzare ciò che ti accade proprio grazie ai tuoi pensieri. Magheggi? Assolutamente no! Qui nessuno è Mago Merlino e non esiste una bacchetta magica. Questa frase, piuttosto, ci insegna quanto siano le nostre credenze e aspettative a condizionare i nostri atteggiamenti e comportamenti, contribuendo in modo importante a trasformare la realtà. In questo modo diamo forma alle nostre paure e alle nostre speranze: siamo di fronte ad un’esperienza che in psicologia viene definita “Profezia che si Autoavvera”.

Questo fenomeno, studiato in differenti discipline, consiste in una predizione che produce degli effetti reali attesi.

Il primo a parlarne fu Robert Rosenthal nel 1968, il quale dimostrò attraverso degli esperimenti la veridicità di questa dinamica. Egli provò come gli insegnanti convinti che un bambino sia meno dotato siano portati, anche inconsciamente, a trattarlo in modo diverso dagli altri studenti. Il bambino interiorizzerà tale giudizio comportandosi di conseguenza. Si instaura perciò un circolo vizioso per cui l’alunno tenderà nel tempo a rivelarsi proprio come l’insegnante lo aveva immaginato.

Le evidenze scientifiche, infatti, hanno ampiamente dimostrato come le nostre previsioni determinino cambiamenti nei nostri e altrui atteggiamenti e comportamenti, influenzandoli.

Un ulteriore esempio di questo fenomeno è rappresentato in medicina dall’effetto placebo. Questo si verifica quando una persona assume una sostanza di per sé inerte (come ad esempio una pillola di zucchero) che però produce reali effetti benefici in chi la assume. Ciò accade solo se la persona è convinta di assumere un vero e proprio farmaco. L’autosuggestione è un fenomeno molto potente, poiché come esseri umani siamo portati a confermare le nostre aspettative. Questo significa che SUBIAMO LA REALTA’ CHE CREIAMO. In altre parole, siamo i registi della nostra vita.

Pensa che Richard Wiseman ha scoperto che le persone creano la propria fortuna quando sono più aperte all’inaspettato e ottimiste verso l’ignoto. E’ stato dimostrato, infatti, che coltivare l’ottimismo apporta una moltitudine di benefici sia al corpo, come l’aumento delle difese immunitarie, sia alla sfera psichica. Essere ottimisti, ad esempio, aiuta a superare le difficoltà e a migliorare le performances. Al contrario, il pensiero negativo non è un nostro alleato, in quanto il nostro cervello fatica a codificare le negazioni, perciò è importante che pensi a quello che vorresti ottenere e non a quello che non vorresti accadesse! Difficilmente un convinto pessimista riuscirà a raggiungere ciò che realmente desidera.

Le nostre previsioni guidano il comportamento, ecco perché esse detengono un grande potere. Se credo, ad esempio, di non piacere agli altri, sarò portato a comportarmi di conseguenza, magari chiudendomi in me stesso/a e assumendo un atteggiamento scontroso e difensivo. Tale comportamento non farà altro che realizzare la mia convinzione.

O ancora, se di fronte ad un compito ho la credenza di non avere le adeguate capacità per superarlo, probabilmente tenderò ad agire di conseguenza, ovvero non mobilitando appieno le mie risorse.

La notizia positiva è che possiamo sfruttare questa dinamica anche a nostro favore, volgendola al positivo. Come? Coltivando il pensiero ottimistico, credendo di più in noi stessi ed essendo più fiduciosi e sviluppando aspettative propositive.

Attenzione, questo non vuol dire che se siamo ottimisti gli eventi negativi non ci sfioreranno mai, ma piuttosto che l’atteggiamento mentale con cui li affrontiamo spesso decide se soccomberemo a tali eventi, oppure se ne riusciremo ad uscirne più fortificati.

Credere fortemente in qualcosa ci aiuta a farla accadere, perché le azioni si susseguiranno di conseguenza. Prova a chiederti una cosa: che atteggiamento avresti se avessi già raggiunto i tuoi obiettivi? Perché, alla fine, l’atteggiamento e le nostre convinzioni sono gli elementi che plasmano il nostro cervello e, proprio come fossero una bussola, ci guidano. Possono portarci fuori strada oppure, se generativi e propositivi, condurci sulla via dell’autorealizzazione.

"Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale" - C. S. Lewis


Dott.ssa Sara Bondioli



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